CHI HA UCCISO ALDO MORO ?

Presentato a Roma il libro-denuncia: Raffiche di bugie a via Fani.

Sulla Morte di Aldo Moro la verità del generale Piero LAPORTA

Con le sue quasi 300 pagine, tra documenti e testimonianze, l’autore descrive con precisione e inquietanti analisi una vicenda che tutt’oggi non ha trovato risposta a numerose domande.

Vengono offerte versioni contrastanti con quelle ufficiali. Secondo Laporta Aldo Moro a via Fani non c’era, era stato prelevato davanti alla chiesa dove ogni mattina si fermava per un saluto religioso.

A sparare contro la scorta dello statista democristiano che ogni mattina lo accompagnava, oltre alle Brigate Rosse anche tiratori scelti vestiti da militari dell’aereonautica.

Aldo Moro, si legge nel libro denuncia, era già nelle mani dei suoi rapitori quando nell’agguato furono uccisi i cinque uomini della scorta. Dovevano morire tutti – precisa il generale LAPORTA -perché non avrebbero così potuto testimoniare sul fatto che Aldo Moro era stato prelevato prima.

L’autore, un generale dell’Esercito a riposo, sostiene nel suo libro che “lo Stato” non ha detto la verità su quell’inquietante episodio, Il 16 marzo di quel lontano 1978. Nel libro, con una accurata documentazione, si legge che Aldo Moro fu torturato nella sua prigione, gli ruppero in tempi differenti quattro costole e gli procurarono un vasto edema celebrale.

Si sostiene che c’era una Miniminor parcheggiata nel luogo dell’attentato, carica di un potente esplosivo che sarebbe servita nel caso del fallimento dell’operazione, nell’uccidere tutti i testimoni del rapimento, esplodendo e cancellando così ogni possibile testimonianza su quanto accaduto. Altro episodio raccontato dal Generale nell’illustrare il libro, il certosino lavoro effettuato nell’interpretare le lettere dello statista ucciso. “Tutti gli esperti sul caso Moro – ha detto La Porta – dicono che si deve scavare nelle lettere di Moro per capirne i messaggi. Dopo 45 anni – ha proseguito lo scrittore nella sua denuncia – sono stato il primo ad aver anagrammato ben sei frasi dalle quali vengono fuori risultati clamorosi “ Insomma, un libro edito da Amazon, che stravolge tutte le verità sino ad oggi offerte sul “mercato”, dai processi, inchieste e documentazioni fornire dalle cosiddette fonti ufficiali.

Comunque si legga e si interpreti questo libro, LAPORTA fornisce documentazioni e testimonianze che le Autorità preposte, di uno Stato così chiamato in causa, dovrebbe immediatamente confutare o denunciarne l’autore.

A ricordare Aldo Moro, in premessa alla presentazione del libro, ci ha pensato la dottoressa avvocato Paola MUSU : “ Un uomo, Aldo Moro, dalla raffinata civiltà giuridica, assertore del regno del diritto come sottrazione all’arbitrio ed al causale, dal diritto giusto che costituisce il valore, realizza la libertà. La libertà di pensare, di muoversi, di fare, di progettare; libertà di iniziativa di ogni ordine”- La dottoressa MUSU ha poi concluso il suo intervento, ricordando una frase dello statista nel suo intervento al XI* Congresso della Democrazia Cristiana, a Roma, il 29 giugno 1969: “Il rifiuto dell’oppressione dei popoli e fra i popoli, il grave disagio di fronte alla violenza, dovunque e comunque esercitata, il riconoscimento di una società nazionale ed internazionale di eguali, il diritto all’autonomo sviluppo e al progresso”.

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