Don Luigi Sturzo: di attualità oggi
Un possibile programma sturziano.

di Pasquale Tucciariello

Ma la Chiesa Cattolica vuole ancora dare forma alla comunità italiana e quindi alla politica italiana, giacché è particolarmente l’iniziativa politica, e non certo quella esclusivamente culturale, che determina scelte e cambiamenti decisivi?
Tutto lascerebbe supporre che invece essa affermi la sua debolezza, resa tale da eccessive secolarizzazioni di sacerdoti e di fedeli i quali anziché reagire a tanto lassismo e, diciamolo pure, a tanta dittatura di talune minoranze in veste di arcobaleni, di girotondi, di ambientalismi, di sardine, si lasciano trascinare dalle mode del tempo corrente in ciò negando se stessi e la stessa mission.

E se tornasse tra noi un novello don Luigi Sturzo, intendo un sacerdote colto e anche come lui determinato? Mettiamo che la Santa Sede autorizzasse un sacerdote che volesse mettersi alla guida, con altri laici, di un movimento politico, immaginiamone i percorsi, e proviamo a progettare con lui le strade possibili, o almeno diamone elementi programmatici.
Anzitutto una premessa: c’è un problema di prospettive.

Qual è la prospettiva culturale che anima ogni iniziativa politica di matrice cristiana? Chi siamo noi è certo. Ma dove vogliamo andare dovremmo definirlo almeno nei suoi più essenziali contenuti.

a) Porre la persona al centro dei processi economici e scientifici e liberare l’agire economico e scientifico dalla dittatura della tecnica come anima razionale del mondo.

b) Attuare la civiltà del Cristianesimo e rendere inseparabili fede e ragione, fede e cultura, fede e tecnica, fede ed economia, fede e politica.

c) Rafforzare l’identità cristiana dell’Italia per rendere possibile l’identità cristiana dell’Europa.

d) Rimuovere le cause che producono atteggiamenti relativistici e nichilistici per favorire invece libertà, democrazia, dialogo, responsabilità, riconoscimento della famiglia intesa come luogo primario di affetti, di educazione. L’ideologia gender, assolutamente minoritaria e la sua pretesa di legittimare le unioni omosessuali giuridicamente e moralmente con tutte le sue derive pericolose per la comunità italiana a trazione cristiana, non imponga alla stragrande maggioranza un suo status interno.

d) Realizzare l’idea di giustizia come bene, di libertà come bene, di economia come bene, di studio come bene, di formazione come bene, di lavoro come bene. Ogni attività umana è intesa come bene, per il singolo nella sua straordinaria libertà-possibilità-capacità di produzione in senso lato e per la comunità che se ne avvantaggia.

e) Lo Stato nelle sue varie ed articolate espressioni vigili sulle libertà dei singoli ed intervenga in tema di sopraffazioni e di violazioni del corretto vivere civile. Lo Stato faccia crescere e sviluppare.


Lo Stato e la società non siano di freno alla libera iniziativa dell’individuo. Lo Stato faciliti la felicità nei suoi cittadini.
Ieri, don Luigi Sturzo (1871-1959), si impegnava per realizzare un’alternativa cristiana al socialismo prima e al fascismo dopo. Oggi, si impegnerebbe per realizzare una alternativa alla razionalità della tecnica con i suoi esiti relativistici e nichilistici. Per realizzare i beni comuni, ideali e pratici.

E in assenza di un nuovo don Sturzo o di un nuovo De Gasperi che indicassero idealità antropologiche possibili? Il deserto. Questo deserto.
Pasquale Tucciariello, Centro Studi Leone XIII.

Altri Articoli

L'Idea Popolare è iscritta al Tribunale di Roma con num: 11822 del 20 settembre 2022. Direttore responsabile Amedeo Massimo Minisini

Contatti