Lettera del segretario MATTIA ORIOLI

Si moltiplicano le iniziative per riunificare i piccoli gruppi politici che si richiamano ai valori dei democratici cristiani. Tra questi quello di INIZIATIVA POPOLARE. 

Riceviamo una lettera del segretario MATTIA ORIOLI che, nello spirito de LIDEA POPOLARE che apre le sue pagine a quanti operano per far rientrare la diaspora nata nel 1994, volentieri pubblichiamo.

Egregio Direttore,
Ho pensato di scriverLe, affinché tramite il giornale da Lei diretto si possa lanciare un appello a tutto il mondo Popolare Democratico Cristiano, affinché si possa finalmente porre fine alla diaspora avvenuta nel 1994.
Mi appello con forza a tutte le persone, ancora libere, alle associazioni, movimenti e partiti che nel cuore e nella mente hanno la vera e reale volontà di riavere un partito unico in grado di difendere, esprimere e ricreare una politica vera, popolare e democratica cristiana.

Occorre per questo una grande adunanza, occorre mettere da parte tutti gli egoismi e singoli interessi dettati dall’opportunismo politico e personale, affinché si possa insieme dare avvio ad un progetto di più ampio e certamente nobile profilo.
Oggi siamo in molti a parlare del centro, ma cosa è il centro se esso non ha un’anima, una ispirazione, una identità, una proposta e cultura politica, ed un popolo? ebbene per alcuni è uno spazio geometrico vuoto per altri una opportunità tattica, per altri ancora un mezzo per essere eletti; per noi no, il Centro è altro, in primis l’ispirazione Cristiana, valori tra quali Democrazia, pluralità ed altri ancora, identità, proposte forgiate sulla coerenza a questi valori, cultura, il centro per noi è popolo, perché dalla gente e per la gente è il nostro impegno politico, una lunga tradizione alternativa al pensiero di destra e di sinistra.
Mai come oggi dove destra e sinistra radicali fanno la voce grossa, e stanno portando il paese e l’Europa, il mondo verso una grave crisi economico - sociale vanno superate ribadendo le vere e profonde radici e ragioni politiche a cui facciamo riferimento.
Ecco che occorre una nuova e “terza fase” politica posta a quella del Ppi e della DC, che si fondi nelle radici suddette ma che sappia guardare all’attuale e al futuro.

Occorre avviare in Italia la terza Repubblica, con una nuova legge elettorale, ed in Europa una nuova ed evolutiva fase d’unità, con finalmente una costituzione comune ed un rinnovato assetto istituzionale verso gli Stati o Popoli Uniti o Federati d’Europa, affinché si abbia finalmente un continente competitivo, forte economicamente e saldo democraticamente, per i popoli e paesi che la compongono.

Oggi noi Europei, noi Italiani rispetto ad un mondo post-globalizzazione ci ritroviamo sempre più in una sfida tra grandi sistemi continentali, e non possiamo più permetterci di vivere come spettatori; serve un rinnovato Europeismo di popoli,  non una nazionalismo esasperato come promuovono le destre, chiuso, autodistruttivo e divisivo ove le singole nazioni non possono più far fronte ai grandi sistemi continentali o di altra natura; oppure ad un globalismo di sinistra che vorrebbe un mondo senza limiti al relativismo, fragile, manipolabile e povero; oppure a sistemi di politiche liberiste e materialistiche di nuovi feudatari privi di scrupoli e limiti valoriali, o a sistemi autocratici sempre pronti ad opprimere e reprimere.

Chi può dare una visione diversa in Italia, in Europa e nel Mondo, e con essa una speranza? Chi potrà parlare, affermare e promuovere un sistema economico misto ove al centro ci sia la persona, in una economia neoliberale sociale e di mercato, della dottrina sociale della chiesa, dove ci sia un nuovo umanesimo e soprattutto al centro i valori, in primis quelli Cristiani. Tutto questo sforzo che ci proponiamo in questi tempi duri è riavere un futuro di speranza e di fiducia. Mai come oggi ci troviamo ad affrontare grandi sfide, economiche, sociali, umanitarie, immigrazioni, guerre, clima, lavoro, legalità, ed altre, e chi potrà tutelare e difendere la persona in tutta la sua essenza?. Per questo l’unità dei Popolari in Italia è oramai d’obbligo, per la politica interna orfana di un partito Popolare unito, per l’Europa ed il PPE che hanno bisogno di una rinnovata linfa Democratica e Cristiana e per il mondo che ha bisogno di un continente, l’Europa che sia promotore di pace e benessere comune, e dia una nuova visione economico – sociale, umana e valoriale. Abbiamo fatto delle proposte concrete per l’unità, tra cui quella di riutilizzare lo schema partitico classico della Democrazia Cristiana, fatto di aree e correnti, insieme a quello del PPE Partito Popolare Europeo, fatto di accreditamento ed accettazione, affinché il processo di riaggregazione possa salvaguardare le diverse visioni e pensieri plurali che animano i popolari Democratici Cristiani ed il Centro in generale, dando inoltre la possibilità di aderire nel tempo; ma avendo in definitiva un unico contenitore partito, unico simbolo, che ridia unità ed efficacia politica alla nostra storia. Abbiamo anche proposto di costruire commissioni programmatiche permanenti, con lo scopo di lavorare perennemente e non solo in campagna elettorale sulle più varie tematiche e problematiche, affinché si possa porre fine alla politica di mera propaganda e tornare a quella di sostanza. Per questo lanciamo nuovamente appello a tutti i veri Popolare Democratici Cristiani a resistere, ed unire le forze insieme, mai come oggi la nostra storia politica e culturale è stata messa così in serio pericolo, mai come oggi il paese l’Europa ed il mondo ha bisogno di un vero centro politico e valoriale, quello Popolare Democratico Cristiano; per questo ri – uniamoci, noi ci siamo.

      INIZIATIVA POPOLARE 

                                                                                                                                                  Il segretario

    MATTIA ORIOLI

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La forza della competenza
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La Dottrina Sociale della Chiesa non nasce per conquistare poltrone.
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di Amedeo Massimo Minisini
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L'Idea Popolare è iscritta al Tribunale di Roma con num: 11822 del 20 settembre 2022. Direttore responsabile Amedeo Massimo Minisini

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