ONDATA DI CALORE : TERRORISMO CLIMATICO ?

Francesco Vespe

Astronomo dell’Agenzia Spaziale Italiana

C’è stata l’ondata di calore portata da Caronte e subito, come avvoltoi, i terroristi climatici sono tornati a suonare la grancassa. Ormai il loro dogmatismo misto ad arroganza non ha più freni. Bonelli addirittura suggerisce di introdurre il reato di negazionismo climatico. Il fondo mondiale internazionale si permette di annullare la conferenza di Clauser, premio Nobel della fisica del 2022, che ha espresso seri e legittimi dubbi sulla causa esclusivamente antropica dei cambiamenti climatici. L’attacco è furioso, violento da parte dei Mercalli, Tozzi e compagnia bella contro il cosiddetto “negazionismo” climatico trattando i suoi “seguaci” come fossero dei terrapiattisti o no-vax, brandendo contro di loro, come fosse una clava, i rapporti dell’ IPCC al grido: La scienza sta dalla nostra parte! Insomma quella della crisi climatica è diventato un vero e proprio credo religioso che si deve perfino imporre con la punta della spada. Ormai il dibattito ha abbandonato i lidi prudenti e problematici della scienza per diventare credo ideologico che non ammette dissenso. Non voglio fare un trattato di esegesi della scienza ma, per far capire come essa funziona, basta dire che ancora oggi si fanno esperimenti per capire se la teoria della dinamica aristotelica basata sulla qualità dei corpi sia ancora valida o meno. Semplicemente voglio porgere alcuni elementi utili per una serena e pacata discussione anche nell’opinione pubblica. Cos’è la climatologia? la climatologia vuole studiare la evoluzione delle medie meteorologiche su base almeno trentennale dalla scala regionale al globale. Già da questa definizione si capisce che non basta registrare uno o piu eventi estremi meteorologici in un mese, come in un anno, per presagire una catastrofe millenaristo- climatica ormai imminente come fa Tozzi auto-proclamatosi portavoce degli scienziati! Queste medie meteorologiche dipendono da una grande quantità di parametri che influiscono sul bilancio energetico fra la radiazione ( solare) che arriva sulla Terra e quella che essa restituisce allo spazio. Lo sbilancio fra le entrate e le uscite determina la temperatura media della terra. Il sole riscalda la Terra; mentre essa la disperde nello spazio per la riflessione dei ghiacci e le nuvole (albedo), per le eruzioni vulcaniche, oppure sotto forma di radiazioni infrarossa re-irraggiata dalla stessa Terra. Quest’ultima però può essere trattenuta nella Terra a causa dell’effetto serra. Il gas serra di gran lunga più importante è il vapor d’acqua che incide per almeno il 70%. Senza di essa la temperatura media sarebbe di almeno 21° inferiore! Dopo viene CO2 che ha abbondanze in atmosfera di pochi decimillesimi! A ciò si aggiunge che il potenziale del “Global Warming” (GWP) del CO2 è il piu basso fra i gas serra. Sta a voi giudicare di cosa stiamo parlando! La climatologia è una disciplina relativamente giovane. È una meravigliosa materia interdisciplinare per le quali ci vogliono competenze di fisica dell’atmosfera astronomia astrofisica geofisica biologia chimica paleontologia biologia e, ultimo ma non ultimo, deve ricorrere alla computer science (CS). La CS fornisce il motore delle previsioni meteo e serve per confezionare gli scenari climatici futuri come quelli pubblicati dall’IPCC. Il problema non è quindi della macchina ma nel confezionamento dei modelli. Ora per costruire modelli attendibili occorre capire prima di tutto come si è evoluto il clima nel passato e quali fattori naturali l’hanno condizionato, prima che i fattori antropici intervenissero. E’ proprio in questa fase che l’indagine climatologica diventa multidisciplinare. Dal punto di vista astronomico ed astrofisico occorre comprendere come funziona esattamente il sistema Solare, come si muovono i pianeti e la Terra intorno al Sole e come variano le emissioni solari . Con carotaggi geologici o con indagini paleontologiche e biologiche si può capire come si sono evolute le temperature, le precipitazioni, il livello medio-dei mari o l’estensione dei ghiacciai nel corso dei millenni. Da queste osservazioni si estraggono delle ciclicità di 100.000 anni tipiche di Milankovic. Scopriamo così che la fase di riscaldamento che stiamo registrando dal 1850 è perfettamente in fase con questa ciclicità. Ovvero siamo in una fase di massimo ampiamente giustificato dal punto di vista astronomico. I primi catastrofici rapporti dell’IPCC partivano dall’assunto errato che il comportamento del clima negli ultimi 2000 anni avesse un tipico profilo da mazza di hockey coricata. Ovvero si supponeva che negli ultimi duemila anni il clima non fosse cambiato e che pertanto l’impennata della temperatura degli ultimi anni, rappresentata dalla spatola della mazza di hokey, fosse dovuta esclusivamente a causa antropiche. Con un’analisi più attenta si è visto che variazioni climatiche nei 2000 anni passati ci sono state eccome! C’è una ciclicità di 1000 anni. Ai tempi di Annibale e verso l’anno 1000, ai tempi dei Vichinghi nella verde Groenlandia, le temperature erano “bollenti” come quelle odierne. Abbiamo avuto una piccola glaciazione dalla metà del 1600 durata fino al 1850. Dal 1850 ad oggi la temperature sono iniziate di nuovo ad aumentare. Insieme a questa periodicità millenaria, si sovrappone una periodicità a più breve termine di 20 e 60 anni. Il prof. Scafetta spiega che questa periodicità è dovuta ai moti planetari di Giove e Saturno che si allineano ogni 20 e 60 anni e che cambiano il baricentro del sistema solare e, di conseguenza, la distanza Terra Sole. Inoltre gli spostamenti mareali nel Sole dovuti a questi due pianeti giganti fanno sì che strati più esterni del sole vengano coinvolti nella fusione nucleare del nucleo producendo un incremento della radiazione solare che si riversa sulla terra. Altro vulnus riguarda il ruolo che hanno le nubi nei processi di feed-back climatico che, a dire di Franco Prodi, non sono ben modellati. Tutto questo per dire che il clima negli ultimi millenni non è stato affatto costante e che un approccio serio sarebbe quello di lavorare a modelli che sappiano rappresentare l’andamento del clima nel passato, ovvero quando essi erano dovuti esclusivamente a cause naturale. Non sapendo fare questo, con i modelli si fanno test di sensibilità. Ovvero al raddoppio della CO2 cosa succede alla temperatura del mondo? E qui l’lPCC si scatena! Le sue stime danno sempre una forbice ampia. Piu ampia delle simulazioni fatte dagli altri centri di ricerca. Arriva a 3° per il 2100 con una forbice che va da 1.5° a 5°! In media, quelli di altri centri, si attesta sul 1,5°. Questo per far capire qual’e il dibattito scientifico che si sta sviluppando nella comunità degli scienziati che studiano i cambiamenti climatici. Siamo ben lontani dal poter trarre conclusioni categoriche, definitive in grado di orientare decisioni politiche o, quel che è peggio, rivoluzionare con misure draconiane e coercitive il sistema produttivo od economico di interi continenti. Non ci sono da una parte gli scienziati e dall’altra “terrapiattisti negazionisti” ma due diverse interpretazioni scientifiche che a colpi di osservazioni e di modelli si stanno confrontando come è successo e succede nella scienza. Inaccettabile la derisione che i Terroristi Climatici, riservano ai cosiddetti “Negazionisti”. Ma i negazionisti sono davvero tali? No! Non negano i cambiamenti climatici in atto ed il contributo antropico! Contestano vibratamente e con dati alla mano, il “dogma” che essa sia esclusivamente dovuta a fattori antropici. Sono una sparuta minoranza? No. Ci sono migliaia di scienziati “costretti al silenzio” come Clauser, che contestano la forzatura antropica, fra i quali si annoverano illustri premi nobel e si stanno organizzando in un panel non governativo. Cosa allora si puo fare? Lo studio del clima è disciplina giovane che ha bisogno di osservazioni precise, di fenomeni e variabili climatologiche pertinenti e globali con strumenti calibrabili nel tempo. Già perché come dicevamo occorre confrontare dati anche a distanza di decenni di anni. Chi vi scrive per esempio sta lavorando con il GPS spaziale usato come sensore atmosferico. Si sta dimostrando uno strumento straordinario perché è un sistema auto-calibrante e può calibrare anche gli altri sensori. Grazie a questa sua proprietà abbiamo fatto uno studio approfondito per un periodo di 15 anni, di come è variata l’altezza della tropopausa( è il confine fra la troposfera e lo strato soprastante della stratosfera) in funzione della latitudine geografica. Esso e’ un parametro climatico importante perché la sua altezza dipende dalla temperatura media degli strati sottostanti della troposfera. Sarà pertanto imprescindibile per orientare i modelli accumulare serie di dati precisi ma, soprattutto, rifuggire da atteggiamenti dogmatici o da confezionare sentenze categoriche. Se accade ciò non è certo perché lo dice la Scienza! Francesco Vespe Astronomo dell’Agenzia Spaziale Italiana

Altri Articoli

Cosa cerca la Matematica

Può davvero contribuire a salvare il mondo, e con esso l’umano? Con la riflessione del prof. Marcello Pedone, matematico e fisico leccese, il Centro Studi Leone XIII si confronta con l’eterna natura del sapere matematico, cogliendone la tensione ideale che va oltre il mero calcolo numerico.

Leggi Tutto »

Maranza, lo Stato arrivi prima

La sicurezza è un diritto dei cittadini e un dovere delle istituzioni. Ma fermare un ragazzo quando è già diventato violento significa intervenire quando la società ha già fallito.

Leggi Tutto »

Giovanni Falcone – Il metodo, la competenza e il coraggio contro la mafia

Di Giovanni Falcone ricordiamo soprattutto l’autostrada squarciata, le automobili distrutte, il fumo, le sirene e il dolore di un intero Paese. Ma il modo più autentico per onorarne la memoria non è fermarsi alla tragedia del 23 maggio 1992. È comprendere come lavorava, quale idea avesse dello Stato e perché la mafia lo considerasse un nemico tanto pericoloso. Falcone non fu soltanto un magistrato coraggioso. Fu un innovatore delle istituzioni, un uomo capace di trasformare l’indignazione morale in metodo investigativo, la conoscenza in prova giudiziaria e il sacrificio personale in servizio al bene comune.
La forza della competenza
Nato a Palermo il 18 maggio 1939, Giovanni Falcone entrò in magistratura negli anni Sessanta. Dopo le prime esperienze professionali a Lentini e Trapani, approdò al Palazzo di Giustizia di Palermo, dove iniziò la parte decisiva della sua lotta contro Cosa nostra. Falcone comprese che la mafia non poteva essere combattuta affidandosi soltanto alle dichiarazioni dei testimoni, spesso impauriti, o affrontando separatamente ogni singolo delitto. Era necessario ricostruire l’intera organizzazione criminale, comprenderne le gerarchie, collegare episodi apparentemente distanti e individuare gli interessi economici nascosti dietro omicidi, traffici e intimidazioni. Il suo metodo si fondava sulla rigorosa ricerca delle prove, sulle indagini patrimoniali e bancarie, sull’esame dei movimenti di denaro, sulla cooperazione internazionale e sulla condivisione delle informazioni tra magistrati e forze dell’ordine. Falcone intuì inoltre che Cosa nostra non era una somma disordinata di bande locali, ma un’organizzazione unitaria e verticistica, dotata di regole, strutture di comando e strategie comuni. Il denaro, per Falcone, non era un elemento secondario del fenomeno mafioso. Era la traccia più concreta da seguire. Le parole possono essere negate, i testimoni possono essere minacciati, ma le ricchezze accumulate, i conti bancari, le società e i trasferimenti finanziari lasciano segni che un investigatore competente può ricostruire. Questa è la prima grande lezione che Falcone consegna alla politica e alle istituzioni: la legalità non vive di proclamazioni, ma di preparazione, organizzazione e continuità.

Leggi Tutto »

LA DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA NON È UN MERCATO DI VOTI

La Dottrina Sociale della Chiesa non è uno slogan elettorale, non è una vernice da appoggiare sopra un simbolo di partito per raccogliere qualche voto cattolico distratto. È una costruzione culturale, morale, storica e politica costata sacrifici, persecuzioni, isolamento e persino esilio ai suoi interpreti più autentici. Primo fra tutti Don Luigi Sturzo.
Oggi invece assistiamo a uno spettacolo desolante: destra, sinistra, centro, movimenti civici, improvvisati “moderati”, tutti si dichiarano ispirati alla Dottrina Sociale della Chiesa. Tutti la nominano. Quasi nessuno la conosce davvero.
La Dottrina Sociale della Chiesa non nasce per conquistare poltrone.
Nasce per difendere la dignità dell’uomo.
Nasce per mettere al centro la persona, la famiglia, il lavoro, la giustizia sociale, la libertà educativa, la solidarietà e il principio di sussidiarietà.

Leggi Tutto »

Paolo Borsellino – Il dovere compiuto fino all’ultimo giorno

Non cercò il martirio e non si considerò un eroe. Fu un magistrato che, pur conoscendo il pericolo, continuò a servire lo Stato, la giustizia e la propria terra. La sua memoria non chiede soltanto commemorazioni, ma verità, responsabilità e coerenza quotidiana.
Non morì perché amava il pericolo. Morì perché non volle sottrarsi al proprio dovere. Questa distinzione è essenziale per comprendere la sua figura. La retorica può trasformare un uomo in un monumento lontano, quasi irraggiungibile. Ma Borsellino non apparteneva a una dimensione sovrumana. Conosceva la paura, amava la moglie e i figli, sentiva il peso della scorta e comprendeva quali conseguenze il proprio lavoro potesse avere sulle persone che gli stavano accanto. Il suo coraggio non fu assenza di paura. Fu la decisione di non permettere alla paura di diventare padrona della sua coscienza.

Leggi Tutto »

Quattordici anni e nove mesi dopo una rapina.

La sentenza contro Mario Roggero va rispettata. Ma la giustizia non può ignorare la paura di chi viene aggredito e la solitudine di chi non si sente più protetto dallo Stato.
Mario Roggero ha 72 anni. Il 15 luglio la Corte di Cassazione ha reso definitiva la sua condanna a quattordici anni e nove mesi di reclusione per avere ucciso due rapinatori e ferito un terzo dopo l’assalto alla sua gioielleria di Grinzane Cavour, avvenuto il 28 aprile 2021. La pena, inizialmente fissata in diciassette anni, era già stata ridotta in appello. È una sentenza che divide l’Italia perché mette l’una di fronte all’altra due verità. La prima è la verità del diritto. Le immagini acquisite durante il processo hanno mostrato che Roggero uscì dalla gioielleria, inseguì i rapinatori e sparò mentre questi stavano raggiungendo l’automobile per fuggire. Secondo i giudici, l’aggressione era ormai terminata e non esisteva più un pericolo attuale per il gioielliere o per i suoi familiari. Per questa ragione non è stata riconosciuta la legittima difesa. Il principio non può essere cancellato dall’emozione. La difesa è legittima quando serve a respingere un’aggressione presente e inevitabile. Non può trasformarsi nell’inseguimento e nella punizione di chi fugge. Lo Stato di diritto non consente al cittadino di diventare contemporaneamente vittima, giudice ed esecutore della pena. Due uomini sono morti e un terzo è rimasto ferito. Erano rapinatori, avevano commesso un delitto grave ed erano entrati nella gioielleria armati di una pistola giocattolo e di un coltello. Ma anche chi commette un reato deve essere arrestato, processato e condannato: non può essere ucciso quando il pericolo è cessato.

Leggi Tutto »

La lezione di De Gasperi per un Paese smarrito Quando la politica era responsabilità

Alcide De Gasperi, lo statista che ricostruì l’Italia senza impadronirsene. Dalla persecuzione fascista alla nascita della Repubblica, dalla ricostruzione economica al sogno dell’Europa unita: un cristiano prestato alla politica, capace di esercitare il potere come responsabilità e non come possesso. Alcide De Gasperi non appartiene soltanto alla storia della Democrazia Cristiana. Appartiene alla storia morale dell’Italia. Fu uomo di parte, perché ogni autentico politico deve avere idee, radici e una visione della società. Ma non fu mai uomo fazioso. Governò senza considerare lo Stato proprietà del vincitore, comprese le ragioni degli avversari senza rinunciare alle proprie convinzioni e seppe distinguere la fede religiosa dall’uso politico della religione.

Leggi Tutto »

UN SOLO VOTO, TROPPE OMBRE

Il 14 luglio 2026 la Camera dei deputati ha respinto, con 188 voti contrari e 187 favorevoli, l’emendamento della maggioranza che avrebbe reintrodotto le preferenze nella nuova legge elettorale. Un solo voto ha separato la vittoria dalla sconfitta. Lo scrutinio segreto, richiesto dalle opposizioni e consentito per le leggi elettorali, ha fatto emergere una consistente area di dissenso all’interno della maggioranza: secondo le ricostruzioni giornalistiche, i cosiddetti franchi tiratori sarebbero stati circa trenta, anche se il loro numero esatto non è verificabile a causa delle assenze e dei possibili voti incrociati provenienti dall’opposizione.

Leggi Tutto »

EUROPA SENZA BUSSOLA

L’Europa si trova in una sorta di caduta libera, sospesa in un limbo istituzionale ed esistenziale. Non ha un governo unitario capace di decidere, non ha una difesa comune in un mondo che torna a farsi feroce. È un gigante burocratico ma un nano politico, dove tutto è possibile e, contemporaneamente, il contrario di tutto.
Perché siamo arrivati a tanto?
La risposta non è solo tecnica o economica, è strutturale.
L’Europa soffre dell’assenza di una filosofia di fondo, di un’idea direttrice che, pur lasciando spazio alle legittime diversità, indichi una rotta certa. Abbiamo costruito una cattedrale di norme dimenticando di gettare le fondamenta valoriali. Eppure, per ritrovare un indirizzo, potremmo non inventare nulla. Basterebbe guardarsi indietro.

Leggi Tutto »

Immigrazione: governare, non subire. Accogliere è un dovere morale, programmare è un dovere politico.

La Dottrina Sociale della Chiesa insegna che ogni uomo, indipendentemente dalla sua provenienza, possiede una dignità che deve essere rispettata. Accogliere chi fugge dalla fame, dalle guerre o dalla disperazione è un dovere morale di una società civile e cristiana. Ma accogliere non significa rinunciare al governare. Don Luigi Sturzo ricordava che il buon governo consiste nel prevedere i problemi prima che essi diventino emergenze. E proprio sul tema dell’immigrazione l’Italia sembra procedere da anni in una pericolosa navigazione a vista.

Leggi Tutto »

La politica come servizio, libertà e responsabilità.

Don Luigi Sturzo, il sacerdote che fece della politica una missione civile
Fondatore del Partito Popolare Italiano, oppositore del fascismo, difensore delle autonomie e della libertà, indicò ai cattolici la strada dell’impegno pubblico senza confondere la fede con il potere. Per L’Idea Popolare non è soltanto un protagonista della storia: è la radice dalla quale ripartire.
di Amedeo Massimo Minisini
La rubrica dedicata ai “Testimoni del bene comune” non poteva che iniziare da don Luigi Sturzo.
Non soltanto perché la nostra testata ne raccoglie l’eredità politica e culturale, ma perché pochi uomini hanno saputo interpretare con altrettanta coerenza la politica come responsabilità, servizio e dovere morale.

Leggi Tutto »

L'Idea Popolare è iscritta al Tribunale di Roma con num: 11822 del 20 settembre 2022. Direttore responsabile Amedeo Massimo Minisini

Contatti