Una riflessione sull’accordo a Bruxelles sul patto di stabilità

Luigi Grillo , deputato dal 1987 allo scioglimento della Democrazia Cristiana nel 1994, successivamente eletto al Senato nella lista di Forza Italia. Componente di numerose commissioni parlamentari, è stato Sottosegretario di di Stato al ministero del Bilancio e della programmazione economica. Con delega alla finanziaria e al rapporto con le regioni. Pubblichiamo alcune sue note di politica economica.

Chiuso l’accordo sul nuovo Patto di Stabilità a Bruxelles , si apre , per l’esecutivo di Giorgia Meloni la stagione della cinghia stretta “ così titolava ieri un importante quotidiano economico. Questo perché con le nuove regole ogni mossa del Governo in carica dovrà prima essere vagliata e approvata dalla Commissione Europea. Sempre a Bruxelles hanno fissato il percorso del rientro dal deficit e dal debito. Occorre tener presente quattro date per capire quanto sia complicata la situazione dei nostri conti pubblicj : il prossimo 15 febbraio ,il 13 giugno,il 21 giugno,e il 20 settembre.
1. Nei prossimi giorni la Commisione Europea renderà pubblici i dati delle previsioni economiche invernali e , quasi certamente ,verrà confermata una contrazione della crescita per tutta l’Unione e anche per l’Italia. ( prospettiva confermata ieri dal governatore Fabio Panetta al Forex di Genova)
2. La seconda data è quella del 13 giugno, subito dopo le elezioni europee l’esecutivo europeo uscente renderà note le procedure per il deficit eccessivo e l’Italia sarà nell’elenco dei Paesi cosidetti “cattivi” assieme alla Francia. Per il nostro Paese questa ammonizione accompagnata da un debito altissimo ( e’ il secondo in Europa ) equivale ad un campanello di allarme che ci obbliga a rinunce espansive sul piano della spesa pubblica.
3. La terza data quella del 21 giugno : la Commissione Europea dovrà presentare ,in base al nuovo Patto di Stabilità gli obiettivi di aggiustamento dei conti pubblici a medio termine. Così nel concreto verrà indicato come e quanto dovrà ridursi il deficit ma anche il debito per i successivi quatto anni.
4. A quel punto l’Italia entro il 20 settembre dovrà formulare un piano pluriennale di spesa che sia in grado di garantire il rispetto in quattro anni ( estendibili a 7) del deficit al di sotto del 3 per cento. Con queste premesse appare logico affermare che nel prossimo futuro le scelte per la politica di bilancio l’Italia dovrà concordarle con Bruxelles. E il Governo in carica dovrà collocare le sue scelte all’interno di questa cornice finanziaria. “ Si sta rapidamente avvicìnando il momento di una inversione di rotta nell’orientamento della politica monetaria” ha affermato Fabio Panetta governatore della Banca d’Italia in un assai apprezzato intervento al Forex di Genova. Sull’allentamento della politica monetaria Panetta ha raccomandato di guardare i numeri e sulla base di quelli lasciarsi andare a valutazioni. “Resta il fatto che i timori sollevati nel passato circa i rischi del caro prezzi si stanno rivelando infondati “ Ancora Panetta : “ Oggi la probabilità che un ipotetico rafforzamento della dinamica salariale dia il via a una tardiva rincorsa salari – prezzi è sicuramente esigua.Un qualche recupero del potere di acquisto dei salari e’ fisiologico e potrà sostenere i consumi e la ripresa economica.”
La settimana appena trascorsa è stata la settimana delle banche. L’Unicredit ha comunicato risultati da sballo,Intesa San Paolo ha diffuso numeri da record ,Monte Paschi ha registrato un utile inusuale,Banco Popolare di Milano continua ad essere considerata una banca come un buon partito con cui convolare a nozze. Non si capisce perché in tale contesto la politica, taluni gruppi parlamentari,,il Governo in carica , non si rendono conto che l’Italia , come la Germania e’ un Paese bancocentrico , un Paese cioè dove le Banche sono l’unico canale di finanziamento a sostegno del sistema produttivo. sen Luigi Grillo

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